Una delle direzioni dell'ayurveda è quella di rifuggire tutto ciò che reca offesa alla vita.
Se la vita non viene ostacolata in alcun modo, poiché è una continuità senza attrito, nityaga, non incontra opposizioni e fluisce secondo l'ordine delle cose. Se qualche fattore, cibo, comportamento o ambiente si oppone ad essa, incespica sul cammino e genera ciò che chiamiamo malattia. Questo segno della vita, questa voce in risposta alle nostre offese può iniziare bisbigliando, e sentirsi solo in sottofondo, poi, dopo un po' di tempo comincia a parlare e se ancora non l'avremo ascoltata urlerà con tutta la tragedia della malattia.
Ma quali sono le azioni karma che recano offesa e intralcio alla vita? L'ayurveda dà queste risposte, poiché delinea i tratti di una vita utile hitayu cioè funzionale al dharma, che è la vera dimensione dell'esistenza umana ed una inutile ahitayu, cioè inconcludente e malfunzionante.
Una vita utile mette in condizione l'essere umano di essere attivo e di espletare la sua funzione. Ma qual è la funzione dell'essere umano? Risposte a questa domanda si possono dare nella sfera religiosa. L'ayurveda permette all'essere umano il completo sviluppo, poiché conosce gli effetti positivi e negativi delle azioni e con la conoscenza si ha la possibilità di scegliere.
Vita e malattia
Pubblicato da
Simone Salmistraro
1 giugno 2010
Contatti
- Simone Salmistraro
- Borgio-Verezzi, Savona, Italy
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