Il piacere ananda è la gioia di vivere. Tutte le creature sono spinte nell'esistenza da questa gioia. Può variare, calare o aumentare in certi momenti, a causa del piacere sukh e del dolore dukh ma non può mai cessare, poiché se cessa si interrompono le condizioni perché la vita possa continuare.
Tutte le creature hanno in comune questo: che provano piacere nell'esistenza e nella sopravvivenza. Tuttavia può capitare che l'essere umano possa coprire e inquinare questa gioia con la malattia e il dolore e quindi dimenticarla momentaneamente. L'ayurveda aiuta l'uomo a riprendersi questa gioia, poiché studia le qualità e i fattori che portano a una vita felice sukhayu e quelli che portano a una vita infelice dukhayu. Sta all'essere umano la scelta di quale esistenza abbracciare, se riconoscere la verità della gioia di vivere o cadere nell'oblio di se stesso.
Vita e piacere
Pubblicato da
Simone Salmistraro
1 giugno 2010
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