La manifestazione del male

Il dolore è lamento e lamentela, e l'attaccamento è dolore. Lamentela interiore della mente, che racconta a se stessa della sofferenza da essa attraversata (e causata), o la racconta agli altri, all'esterno. In questo caso subentra la responsabilità sociale di chi si lamenta, poiché amplifica inutilmente un fenomeno di per sé naturale, come il dolore, che non può dirsi negativo né imprevisto nell'ambito umano.


Quando la rabbia, l'odio, il dolore si manifestano con grida, gesti violenti, eccessi, esasperazione e pianto, allora non è negativo, in questo caso si passa al regno delle emozioni. Avviene la sublimazione e la liberazione da queste stesse passioni. La malattia sorge quando la mente blocca questo flusso, e riflette sulle sensazioni che il corpo le trasmette, replicandole nel tempo e nello spazio (quest'ultima è la malattia). Quindi fornendone eco, ripetendole e fissandole nel corpo.

Senza la mente, il corpo si libererebbe di queste emozioni, senza mantenerne traccia. Il corpo, infatti, tende sempre a ritornare allo stato di salute naturale.

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