Manas è la mente. Essa è l'entità responsabile del sentimento di separazione tra l'io individuale e l'Io universale o supremo. La vita è lo sforzo incessante di eliminare questo sentimento. Invece la mente distingue, seziona, analizza.
L'intelletto buddhi, la facoltà superiore, svolge attività di sintesi, è il canale dell'intuizione che è la divinità.
L'unica attività della mente è quindi quella di separare, ma dove c'è separazione c'è morte, e dove c'è unione c'è vita.
Perché la mente è separazione?
Perché essa si esprime, quotidianamente, in un solo modo: come creatrice di un flusso inesauribile di pensieri. Ogni pensiero è un'unità distinta e conchiusa, perciò la mente è causa di una catena infinita di pensieri separati e disgreganti.
Cosa accade quando si pensa? Cioè quando non si interrompe questa catena di pensieri spesso scorrelati? Le altre funzioni del corpo sharira vengono messe in secondo piano. Ciò crea separazione tra il corpo e la mente. Se questo processo di separazione viene reiterato che cosa accade?
La morte, che è la separazione definitiva tra il corpo e la mente. L'unione tra il corpo e la mente è invece la vita. La condizione per raggiungere l'esistenza autentica è l'unione perfetta di corpo e mente; solo in seguito a questa condizione, questi possono essere riconosciuti come il mero strumento di cui si serve l'anima per esprimersi durante la sua vita immortale; solo in seguito a questa condizione, può essere raggiunto lo scopo dello yoga.
La mente causa perciò i problemi psicosomatici che sono d'intralcio alla vita. La mente, con la sua attività di registrazione delle esperienze, impedisce all'essere umano di andare avanti e alla vita di fluire secondo l'ordine delle cose. Ciò perché la mente, rimuginando su qualsiasi aspetto vissuto, crea il sentimento di "io ho fatto" ahamkara, "io ho subìto" alimentando l'ego e l'orgoglio. Qualsiasi guerra o conflitto derivano dalla mente.
Non c'è nulla di vero in tutto ciò che la mente, con le sue macchinazioni e intrighi, dice.
Perciò non fidiamoci mai della mente durante i suoi voli.
Ma qual è il senso e l'utilizzo naturale della mente? Quello cioè che non sfugga alla ragione animale, che è la funzione per la quale ci è stata data? È l'applicazione nel mondo esterno, nella realtà, che avviene durante il lavoro e l'azione karma. Come si può guarire da tutti i problemi creati dalla mente? Impegnandosi nell'azione. Questa è la tecnica (e tecnologia), cioè l'applicazione della mente per uno scopo. Ogni volta che si concentra la mente in uno scopo definito e non si alimenta la sua attività dispersiva, ogni volta che ci si occupa in attività centripete (verso il centro) e non centrifughe (una fuga mentale) si utilizza la mente secondo il dharma, cioè la sua funzione naturale. Ne consegue che la mente è insieme la più grande benedizione data al genere umano e la sua più grande sciagura.