Come trattare gli altri

L’arte di trattare gli altri, anche se non viene insegnata a scuola, è uno degli aspetti più importanti della vita e l’unica vera chiave del successo nel lavoro. Infatti non serve essere ottimi conoscitori della propria materia per avere successo e fare carriera. La maggior parte dei manager e leader d’azienda non ricopre un ruolo così ben pagato perché ha più talento in ambito tecnico di altri, anzi spesso ha una sommaria conoscenza degli aspetti importanti di un mestiere. E un ottimo ingegnere può essere preparatissimo e guadagnare la paga minima. Tutto sta nel saper trattare con le persone, l’80% del talento infatti si misura in questo campo, per il quale purtroppo non esistono lauree o master.

La prima cosa che è necessario ricordare è che quello che ognuno di noi va cercando è la soddisfazione del bisogno di sentirsi importante. È quello lo scopo di ogni nostra azione, che lo riconosciamo o no. Inoltre passiamo il 90% del tempo della nostra giornata a pensare a noi stessi, per cui è giusto definirsi ego-centrici. Questo si ripercuote profondamente nei rapporti con gli altri. Quando si parla con una persona infatti si dovrebbe perlopiù parlare di ciò che importa a lei, questo allo scopo di mantener vivo il suo interesse. Quello che facciamo, i nostri hobby, le nostre piccole imprese hanno per noi un’importanza prevalente, rispetto a ciò che fanno gli altri.

Poi è fondamentale evitare assolutamente il conflitto. È importante ricordare infatti che l’unico modo per ottenere dagli altri quello che vogliamo, è fare in modo che anche gli altri lo vogliano. Questo è l’unico modo che non suscita conflitto. Anche con dimostrazioni logicamente infallibili non potremo far cambiare idea veramente, profondamente a qualcuno. Con la logica otterremo solamente una perdita di energie, di tempo e tanto risentimento (perché a nessuno fa piacere aver torto), in più noi avremo l’effimera soddisfazione di aver avuto ragione.

È fondamentale non ferire mai le persone: se commettono uno sbaglio, è essenziale farlo notare con la massima delicatezza. Se poi siamo noi a sbagliare la prima cosa da fare è scusarsi, perché abbiamo torto marcio; in questo modo sarà più difficile per l’altra persona aggredirci. Per correggere un comportamento sbagliato, evitiamo di contrastare il comportamento sbagliato con le critiche. Criticando non si ottiene nulla. Non si ottiene il miele dando i calci all’alveare. Invece concentriamoci sul rilevare un comportamento corretto della persona e lodiamolo. Infatti il mondo interiore ed esteriore di una persona risiede nella sua immagine di sé: venendo lodati siamo più portati ad assumere degli atteggiamenti e dei comportamenti positivi e diligenti.

Ci sono molte altre considerazioni che si possono fare, come ad esempio la comprensione, il vero ascolto dell’altra persona e la consapevolezza che si possono ottenere molte più cose lasciando che sia l’altro a donare che chiedendo in modo diretto. Con il buon senso però si può arrivare a riassumere in alcuni punti la tecnica con cui si può riuscire ad avere influenza su una persona, senza causare in lei risentimento (dote di leadership).

  • Inizia sempre con le lodi e con l’apprezzamento sincero
  • Richiama l’attenzione sugli errori altrui in maniera indiretta
  • Parla dei tuoi errori prima di sottolineare quelli altrui
  • Fai domande invece di impartire ordini diretti
  • Fai in modo che l’altra persona salvi la faccia
  • Loda ogni più piccolo progresso. Sii caloroso nell’approvazione e prodigo di lodi
  • Dai agli altri l’impressione di avere una reputazione da difendere
  • Usa l’incoraggiamento. Mostra quant’è facile correggere gli errori
  • Fai sì che l’altra persona sia felice di fare quello che le suggerisci

Approfondisci con il libro: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie

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