Sadavritta la condotta vera

Sadavritta è un termine sanscrito composto da sat, che significa verità, cio che è stabile, immutabile, cioè ha un'esistenza vera e vritta che significa comportamento, condotta di vita. La condotta autentica dell'uomo produce stabilità nella mente, che causa la prevalenza del guna sattva, l'essenza mentale luminosa, che non permette ai dosha mentali di aver influenza sulla mente. Da questa situazione nasce con il tempo l'equilibrio dei dosha fisici, che porta alla buona costituzione dei tessuti del corpo; in altre parole praticando questa condotta si arriva presto alla condizione di shuddha sattva, l'equilibrio della mente pura, raggiunto il quale si può avere esperienza dell'anima atma, che è lo scopo della vita.

Come imparare la condotta umana autentica, iniziando dalla propria posizione di partenza (anche se ci sembra sbagliata e cattiva)? Ciascuno deve infatti iniziare dalla propria condizione, dal proprio carattere; cominciare dal proprio grado di inautenticità. Nessuno può iniziare dalla posizione di un altro, nessuno deve iniziare guardando dov'è situato un altro nella scala verso Brahma. Si inizia semplicemente da sé, dalla propria situazione, dal luogo in cui si è seduti ora.

Applicando costantemente questi consigli si potrà capire che cos'è asat falsità e che cos'è sat, il vero, la conoscenza, ciò che è benefico. Sat è l'assenza di oscurità, l'assenza di ignoranza. La conoscenza autentica, completa. Ottenendola si ottiene amrita, il riconoscimento della condizione autentica di immortalità dell'anima, che è ciò che siamo veramente. Si può capire che ciò che cambia sono solo le sembianze ma il nostro vero sé è immutabile. Si può ottenere la propria anima che è l'unica cosa veramente in nostro possesso, che è immortale e illimitata.

  • Essere auto controllati, autonomi, cioè non essere controllati da altri
  • essere liberi dalle preoccupazioni, dalle ansie e dalla paura
  • essere timidi, riservati, muoversi con pudore
  • essere saggi, abili, coraggiosi
  • essere pazienti, tolleranti e praticare il perdono
  • essere virtuosi, positivisti
  • sviluppare il sentimento di fratellanza verso tutti gli esseri viventi
  • riuscire a pacificare gli animi dei litiganti (si ottiene in diversi modi, che bisognerà scegliere secondo le proprie capacità, ad esempio essere pazienti)
  • occuparsi ogni giorno dei bisognosi
  • arrendersi e non opporsi alle esigenze egoistiche degli altri
  • accordarsi alla verità della vita
  • non questionare, non discutere e non far ricorso alla logica
  • avere pace di mente, che porta a non avere intolleranze e a condurre una vita pacifica
  • avere devozione per la forza divina, per Dio e per i precettori (genitori, maestri, persone più grandi di noi, gli arrivati, coloro che hanno avuto successo nella vita, i saggi)
  • essere propositivi nel parlare, con iniziativa
  • restare sempre in buoni rapporti con gli altri
  • avere presenza mentale e consapevolezza nelle circostanze difficili
  • pronunciare discorsi utili, misurati, significativi e veritieri
  • sentirsi l'affidatario e non il possessore di tutto ciò che ci appartiene
  • e infine, ricordarsi che il seme deve smettere di essere un seme, per diventare albero

Senza attaccamento o avversione, rimuovere le cause delle azioni negative è più facile. L'importante è essere vicini a tutti ed attaccati a nessuno, dare aiuto alla propria famiglia, ma non esserne succubi. Curare se stessi. Una volta che si è sani di mente e di corpo, si potrà aiutare i più vicini e poi tutti gli altri. Seguire queste regole, agire in autonomia in ogni situazione, significa essere auto-controllati. Non dipendere dagli altri per la propria felicità, ma solo da se stessi. Infatti se dipendessi da un'altra persona per la mia felicità, rimarrei deluso ed infelice nel momento in cui questa persona si separerà da me (cosa che prima o poi avverrà). Invece essendo dipendente da me stesso, per me sarà sempre possibile essere felice, poiché non perderò mai il mio sé. Può sembrare un atteggiamento egoistico, ma riflettiamoci bene e vedremo che è l'unico grande regalo che possiamo fare agli altri, quello di essere felici: avendo l'esperienza della felicità, infatti, potremo far provare la stessa felicità anche agli altri.

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